Marche Rosato Igt 2024 “Anita” Biancopecora

Conoscete la cantina Microcantina Biancopecora? Ve la racconto!

Stiamo parlando di una “microcantina artigianale” di Monsampietro Morico in provincia di Fermo con una vigna fittissima che produce solo 30/40 quintali anno/ettaro, a regime biologico dal 2015, con il minimo utilizzo di mezzi meccanici.

Si è dotata delle più moderne attrezzature di cantina e vengono utilizzati dei materiali high tech come i tappi Ardea Seal, che con praticità ed eleganza chiudono le bottiglie.

I protagonisti assoluti sono Massimo Ciscato, ex fotografo, e la moglie Michela, ex contabile, entrambi milanesi che si sono conosciuti a Londra e nelle Marche hanno realizzato il sogno di cambiare vita. L’arte e il design sono di casa, la veste grafica e le etichette si ispirano al design del fumetto anni 70 di cui Ennio, il papà di Massimo è stato uno dei più apprezzati editori proprio in quegli anni con riviste diventate di culto in quel settore come Sorry, Fantascienza e Almanacco Veneziano.

Massimo e Michela sono anche i custodi del Gaglioppo delle Marche, un’antichissima varietà di uva a bacca rossa quasi scomparsa e recuperata da una vecchia pianta trovata a pochi metri dalla loro proprietà, che produce un vino di grande struttura, qualità e longevità.

L’Assam e l’Università di Ancona hanno condotto su di essa una ricerca e si è rivelata appartenente a questa tipologia in via di estinzione, per poi procedere alla sua reintroduzione grazie alla VCR Vivai Cooperativi Raucedo. Già negli anni ’60 l’ampeleografo marchigiano Bruni ne consigliava la reintroduzione, ” ogni anno si ha il proposito di sostituire un certo numero di viti con qualità buone da vino come il sangiovese, il gaglioppo, il bordeaux, ecc, ecc .“

Massimo e Michela amano sottolineare che “La sfida si fece interessante e così decidemmo di impiantare per il nostro rosso solo questa antica specie, di difficile gestione e con rese molto basse ma con un carattere tutto suo. Come il nostro.”

Oggi vi presento un vino di carattere lontano dagli standard conosciuti per un vino rosato. Il Gaglioppo si veste di rosa nel Marche Rosato IGT 2024 Anita.

Nasce da uve Gaglioppo delle Marche in purezza, coltivate a Sant’Elpidio Morico a 367 metri s.l.m. con esposizione a Sud quindi sempre soleggiato e con grande escursione termica nel periodo di maturazione. Il terreno è argilloso-sabbioso con freschi venti mattutini che asciugano le viti, di un’eta media di 7 anni, dall’umidità della notte e ciò permette di ridurre al minimo i trattamenti biologici.

Viene effettuata una pigiatura lenta o soffice delle uve, la macerazione sulle bucce si protrae per 12 ore con fermentazione in tini di acciaio e maturazione per dieci mesi sulle fecce fini con bâtonnage.

🍷Nel calice un luminoso colore rosa pallido.

👃Al naso arrivano intense note di frutta rossa matura come ciliegie e marasche accompagnate da sensazioni floreali di violetta e lievi note speziate di radice di liquirizia.

👄In bocca il sorso è secco, fresco e diretto, con una bellissima vena acida sostenuta da una traccia sapida che invita al prossimo sorso e una piacevole morbidezza che accarezza il palato. Una lieve presenza tannica non disturba la beva che risulta piacevole e pulita con una bella corrispondenza gusto-olfattiva.

Il Gaglioppo delle Marche, nella sua versione rosata, si rivela un vino intrigante anche se un po’ lontano dalla sua versione classica vestita di rosso rubino! Complimenti a Massimo e Michela per la disponibilità, gentilezza e cordialità. E un ringraziamento particolare per averci regalato un’emozione in un calice di vino!

Walter Gaetani

Commenti

Lascia un commento