Autore: Walter Gaetani

  • Cirò Bianco Doc Caparra&Siciliani: espressione di un grande territorio!

    La cantina “CAPARRA & SICILIANI” nasce nel 1963 per opera delle famiglie Caparra e Siciliani a Cirò Marina in provincia di Crotone e opera esclusivamente nella zona del “Cirò” e del “Cirò Classico” in collaborazione con il brillante enologo Jacopo Vagaggini, premiato da Vinoway come Miglior Giovane Enologo Italiano 2023.

    Il Cirò Bianco Doc 2024 Caparra & Siciliani si presenta nel calice di un luminoso colore giallo paglierino chiaro.
    Al naso è delicato con un bouquet olfattivo disegnato da sentori agrumati di lime e pompelmo, erbe aromatiche della macchia mediterranea come timo e rosmarino, note fruttate di mela verde, pesca cenni di albicocca matura e un cenno di mandorla fresca.
    Al palato il sorso è fresco con una bella vena acida sostenuta da una traccia sapida, con un richiamo al frutto e agli agrumi già avvertiti al naso arricchiti da un lieve cenno di erbe aromatiche che conducono verso un finale salmastro e leggermente ammandorlato.

    Un vino piacevolmente equilibrato con una media persistenza.
    Servito ad una temperatura di servizio attorno a 8-10°C accompagna egregiamente piatti a base di pesce ma non disdegna una frittura di verdure.

    Walter Gaetani

  • Marvascìa Centanni: tradizione e innovazione!

    Ancora una novità nel ventaglio di proposte di Vini Centanni: una Malvasia in purezza da vendemmia tardiva presentata allo scorso Vinitaly.

    Stiamo parlando di “Marvascìa”, un Marche Malvasia Biologico IGT 2024 di Vini Centanni.
    Marvascìa è il nome in lingua locale che danno alla malvasia nostrana.

    “La Malvasia nostrana ha sempre fatto parte della tradizione dei vini marchigiani – mi racconta Giacomo Centanni – . Mio padre e mio nonno la chiamavano proprio così, marvascìa”. Questo per richiamare la storicità di questa varietà. Un’uva che non si usava solo per fare il vino: “Si prendeva dal filare e si mangiava anche cruda come uva da tavola, dolce e aromatica. Senza dubbio un vitigno delicato, un’uva che soffre molto il marciume, richiede conoscenza e attenzioni”.

    Marvascìa fa parte della linea vendemmia tardiva ma Giacomo Centanni ha fatto anche la scelta della macerazione prefermentativa in cui il mosto è a contatto con le bucce.

    In degustazione il calice si veste di un vivace colore giallo paglierino molto intenso dai riflessi dorati con una media consistenza.
    Al naso il bouquet olfattivo è molto intenso e complesso con sensazioni floreali di fiori d’arancio e e gelsomino, note fruttate di pesca, un cenno di frutta tropicale, un lieve rimando balsamico, sentori agrumati e una nota vegetale di tè verde che ricordano le note della birra IPA.
    Al palato il sorso è fresco e aromatico con una bella vena acida sostenuta da una grande parte sapida e una certa morbidezza, con una lunga persistenza.
    La macerazione sulle bucce conferisce al vino una maggiore struttura, rendendolo più corposo ed elegante.
    Grande corrispondenza gusto-olfattiva con le note fruttate e floreali già percepite al naso con un chiaro ritorno di frutta a polpa bianca, agrumi e una sottile sfumatura minerale che aggiunge profondità. Il finale è lungo, pulito e caratterizzato da un retrogusto leggermente ammandorlato, tipico del vitigno.
    Servito ad una temperatura di servizio attorno ai 10-12°C si abbina ai formaggi freschi, alle carni bianche come pollo e tacchino, al pesce può accompagnare uno spaghetto ai pomodorini con zest di limone.

    Un vino che unisce la tradizione e innovazione con la consueta pulizia enologica e con la consapevolezza che un ben preciso stile enologico è un grande punto di forza. Complimenti a Vini Centanni!

    Walter Gaetani

  • Vini Centanni: le Marche nell’anima!

    L’azienda agricola Vini Centanni, certificata biologica, si trova a Montefiore dell’Aso, un delizioso borgo posto in collina incastonato tra le valli del fiume Aso e del torrente Menocchia ed è gestita magistralmente da Giacomo Centanni.

    I vigneti sono tutti di proprietà e sono localizzati in media a 150 metri s.l.m con una esposizione ovest e nord-ovest. Tutto il processo è basato su un mix vincente di tradizione e innovazione, che ritroviamo dalle fasi iniziali del processo produttivo fino alla confezione finale con una linea di vini affinati in acciaio o legno e dotati di tappo in vetro. I vitigni impiegati sono quelli autoctoni del territorio Piceno e oggi vi presento il Falerio Dop 2024 Centanni, un vino bianco ottenuto da uve accuratamente selezionate e raccolte a mano di qualità Trebbiano 50%, Passerina 25% e Pecorino 25% con il suo caratteristico tappo in vetro. I vigneti di proprietà sono situati nella zona di Montefiore dell’Aso in terreni di medio impasto, con alta presenza di ghiaia. La fermentazione avviene ad opera di lieviti selezionati in vasche d’acciaio con affinamento sempre in acciaio.

    Il vino Falerio, una DOC marchigiana riconosciuta ufficialmente nel 1975, ha radici storiche profondamente radicate nell’antica città romana di Falerio Picenus, ora Falerone.

    Nel calice si presenta con un luminoso colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, che indicano freschezza e giovinezza. Ruotando il calice, si osservano lacrime leggere e regolari, indicative di un contenuto alcolico medio e di una media consistenza.

    Al naso il bouquet olfattivo è intenso e mediamente complesso con sensazioni floreali di gelsomino, biancospino e fiori di campo. Seguono note fruttate di mela verde, pera, pesca bianca e leggere sfumature agrumate, come limone e pompelmo con lievi note erbacee come erba tagliata, fieno e finocchietto.

    In bocca il sorso è fresco, fragrante e succoso, con una buona vena acida sostenuta da una traccia sapida che allunga il sorso e prepara il palato al prossimo sorso. Il finale è incentrato sulle note agrumate e fruttate di mela verde con una lieve nota ammandorlata. Un vino equilibrato con una grande corrispondenza gusto-olfattiva e una buona persistenza.

    Servito ad una temperatura di servizio attorno ai 10°C e 12°C si mostra un vino molto versatile che si presta a differenti abbinamenti. Ottimo come aperitivo si abbina bene con frutti di mare, insalate, primi piatti di mare come uno spaghetto alle vongole, un primo piatto come una tagliatella ai funghi, torte salate e formaggi a pasta molle. Per un abbinamento regionale si consiglia di abbinarlo alle tradizioni olive ascolane. Un vino rappresentativo del territorio ascolano ideale compagno di degustazione nelle calde giornate estive.

    Vini Centanni: le Marche nell’anima!

  • Pecorino Offida Docg Merlettaie 2021 Ciù Ciù: l’evoluzione!

    Pecorino Offida Docg 2021 “Merlettaie” Ciù Ciù.
    Il vino Pecorino, se in giovane età si presenta di un intenso colore giallo paglierino con un bouquet olfattivo disegnato da aromi intensi di frutta tropicale, agrumi, sentori di erbe aromatiche, fiori bianchi e caratterizzato da un sorso di buona freschezza, acidità, sapidità e struttura…..con il tempo evolve mantenendo la sua struttura e caratteristiche, ma acquisisce una certa complessità aromatica e diventa più morbido. Col il tempo svilupperà note più complesse di frutta matura, sentori di agrumi canditi, note di frutta secca e spezie con evoluzioni a volte molto sorprendenti.
    La freschezza che lo caratterizza in gioventù tenderà a diminuire, la morbidezza aumenta ma la struttura rimane con un sensibile aumento della complessità gusto-olfattiva.
    Tendenzialmente il vino Pecorino è un vino con un grande potenziale di invecchiamento che gli permette di sviluppare quelle note terziarie dell’invecchiamento in bottiglia acquisendo una certa eleganza.
    Una curiosità: DOC nel 2001 e DOCG nel 2011 con la tipologia Pecorino di Offida.
    Tornando al Pecorino Offida Docg 2021 Ciù Ciù siamo di fronte ad una strepitosa progressione giocata sul gusto con una sorprendente e incredibile virata dei profumi e sapori che risultano più agili e solerti.
    Considerazioni finali: bisogna tenere in seria considerazione il grande potenziale evolutivo del pecorino.

    Walter Gaetani

  • “Verso Sera” Montepulciano d’Abruzzo DOCG 2019: potenza ed eleganza!

    L’azienda vitivinicola Velenosi nasce nel 1984 ad Ascoli Piceno conosciuta come “la città delle cento torri” per le numerose torri gentilizie e campanarie che ne caratterizzano il profilo.

    In degustazione proviamo il Montepulciano d’Abruzzo DOCG 2019 “Verso Sera” prodotto con uve Montepulciano d’Abruzzo in purezza provenienti dai vigneti di proprietà situati ad un’altitudine di 260 metri s.l.m. nel comune di Controguerra in provincia di Teramo.

    Una curiosità: la prima vendemmia è stata imbottigliata nel 2017. Le uve sono raccolte rigorosamente a mano e la vinificazione avviene in tini in cemento termocondizionati. La macerazione sulle bucce si protrae per circa 28 giorni. L’affinamento avviene in botti grandi da 30 Hl per circa 10 mesi.

    Nel calice si presenta di un rosso rubino intenso quasi impenetrabile. Al naso il bouquet è intenso e complesso, con note di frutti maturi come prugne, more e ribes seguite da sentori di tabacco e cuoio con inebrianti sentori speziati di vaniglia e un lieve cenno di cioccolato. Al palato il sorso è elegante, suadente e morbido con un tannino setoso e vellutato ma ben integrato nella struttura del vino. Il finale è incentrato sulle note speziate e fruttate con una bella corrispondenza gusto-olfattiva e una lunga persistenza. Un vino dal grande carattere e dalla possente struttura ma ben bilanciato.

    Il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG “Verso Sera” ci regala un’etichetta molto elegante con una riproduzione delle forbici utilizzate per la vendemmia quasi ad omaggiare e, al contempo, riscoprire, il primo contatto con la terra. Viene presentato anche in un raffinato astuccio in velluto per esaltare la complessità del territorio di origine con la consueta eleganza della Famiglia Velenosi.

    Servito ad una temperatura di servizio attorno ai 16-18 °C in ampi calici per i vini rossi strutturati che necessitano di ossigenazione per aprirsi completamente e sviluppare al meglio il proprio corredo aromatico intenso e complesso, si abbina a primi piatti elaborati, alle carni arrosto e grigliate, ai tradizionali arrosticini di castrato con peperoni arrosto, alle carni rosse in umido e ai formaggi stagionati.

    Un grande vino da meditazione da degustare lentamente a fine pasto in solitudine o con le persone più care, per apprezzarne al meglio le sfumature e i sentori.

    Walter Gaetani

  • Azienda Vitivinicola Socci: identità e consapevolezza.

    L’Azienda Vitivinicola Socci la troviamo a Castelplanio in provincia di Ancona e può vantare 3 ettari di vigneti sul Monte Deserto, una collina al centro dell’area Classica di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

    Lo spumante che vi presento è intrigante a partire dal nome stesso “Così è”, perché è il sorso a parlare di se come racconta Marika Socci. La veloce sosta sui lieviti e la sua precoce sboccatura è la precisa scelta aziendale di voler raccontare il territorio attraverso una rifermentazione in bottiglia, prima che i lieviti possano imporsi sui tratti di tipicità del vitigno.

    Il Metodo Classico Extra-Brut “Così è” di Socci (sboccatura 2022), nasce da uve Verdicchio in purezza coltivate nel vigneto situato sul Monte Deserto, a 350 metri sul livello del mare, su terreni argilloso-calcarei con esposizione sud/sud-ovest. Le uve vengono raccolte rigorosamente a mano con vinificazione in contenitori di vetroresina e acciaio a una temperatura controllata. Successivamente il vino viene imbottigliato con mosto e lieviti per attuare la seconda fermentazione in bottiglia, seguita da una sosta sui lieviti di 9 mesi. Dopo la sboccatura e il dosaggio, il vino riposa ulteriormente in cantina prima di essere messo in commercio.

    Nel calice si presenta di un brillante colore giallo paglierino dai riflessi dorati e un perlage fine e persistente. Al naso il bouquet olfattivo è intenso e complesso e si apre con sensazioni floreali di ginestra e camomilla, a seguire note fruttate di mela, pera e pesca con suadenti note agrumate. Al palato il sorso è energico, di slanciata freschezza e un’avvolgenza cremosa. La vena acida è sostenuta da una grande parte sapida che invita al prossimo sorso. Il finale è incentrato su una nota ammandorlata tipica del vitigno impiegato. Si nota una grande corrispondenza gusto-olfattiva e una lunga persistenza.

    Servito ad una temperatura di servizio attorno ai 6-8°C accompagna egregiamente un aperitivo ma si abbina anche con piatti freddi di pesce, fritti di pesce, crudités di verdure, risotti e primi di pesce, pesce al forno.

    Walter Gaetani

  • Visita al Vigneto Storico di Faedis: un luogo straordinario aperto per la prima volta al pubblico nelle Giornate FAI di Primavera!

    Le Giornate FAI di Primavera, che hanno lo scopo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, aprono le porte di luoghi straordinari solitamente inaccessibili o poco conosciuti al pubblico. Nelle giornate FAI del Marzo scorso, in un’edizione speciale dedicata al 50° anniversario del Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), tra le proposte in Friuli Venezia Giulia un’affascinante quanto inusuale visita nel Vigneto Storico di Faedis, una splendida testimonianza della tradizione vitivinicola friulana e un immenso patrimonio da conservare. Si tratta di un evento eccezionale in quanto è la prima volta che in Friuli Venezia Giulia il FAI seleziona un vigneto come meta da visitare considerando diversi fattori, tra cui la loro importanza storica, artistica e culturale, nonché la loro capacità di raccontare la storia dell’Italia.

    Il vigneto Storico di Faedis si trova in località Collevillano a Faedis e rappresenta uno spaccato della viticoltura friulana di quasi 130 anni fa che ha permesso il recupero del vitigno più rappresentativo del territorio: il Refosco di Faedis. Da una vite del Vigneto Storico infatti che nel 1988, i Vivai di Rauscedo e l’ERSA hanno selezionato e omologato il clone che individua il Refosco di Faedis.

    Il vigneto, è sempre stato di proprietà della famiglia Zani, ed è stato piantato nel 1896 dai fratelli Eugenio e Cesare che piantarono le viti che tutt’ora sono produttive. L’eredità è stata poi raccolta dai figli Giuseppe e Luigi. Il vigneto è arrivato fino a noi nelle stesse condizioni originali grazie al lavoro e alla perseveranza di Elvio Zani, figlio di Giuseppe, che ha tramandato la passione a suo figlio Claudio e al nipote Niccolò. L’Azienda Agricola Zani Elvio di Zani Claudio, situata a Faedis (Udine), è a conduzione familiare e si dedica alla produzione di vini, caratteristici della zona D.O.C. Colli Orientali del Friuli.Oggi l’azienda è guidata magistralmente da Claudio, coadiuvato dalla moglie Lorella e dai figli Niccolò ed Aurora, sempre sotto l’occhio vigile di Elvio. La zona è particolarmente vocata alla coltivazione della vite, grazie ai suoi terreni composti prevalentemente di marne e arenarie di origine eocenica, ed anche per la sua felice collocazione geografica. Negli anni novanta è stata eseguita una completa ristrutturazione aziendale, con un ammodernamento dei vigneti e delle attrezzature a testimonianza del fatto che tradizione e innovazione sono le due facce della stessa medaglia.

    Claudio Zani, che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere al Vinitaly 2025, mi racconta la storia di questo suggestivo vigneto di pianura, posizionato su un substrato alluvionale. “Le trincee (fossai) per la messa a dimora delle viti sono state scavate a mano. Le piante, allevate con il sistema a capovolto, risultano poste singolarmente lungo i filari: la struttura di sostegno è formata da pali di robinia e castagno, posti ad una distanza media di quattro metri, e da quattro fili metallici. I pali di testata sono rinforzati saldamente con dei contropali pure lignei (in friulano fronton), in un incastro detto tap. Le legature dei tralci delle viti vengono ancora effettuate con vimini, viene anche utilizzato il vecchio sistema di moltiplicazione per propaggine sotterrando un tralcio nel terreno, senza staccarlo dalla pianta madre, onde stimolare emissione di radici. Nel vigneto storico le viti si allungano sul filare in multiformi contorsioni del fusto. Questo perché in passato la vite veniva rispettata, seguita nel suo crescere per cui piuttosto che tagliarla il viticoltore la piegava, la torceva, la riportava a terra in modo da non offenderla con tagli importanti. I quattro metri di distanza tra i filari erano funzionali all’uso, diffusissimo un tempo, di sfruttare queste ampie superfici nei vigneti per produzione di erba da destinare alla alimentazione zootecnica”.

    Claudio affiancato dal figlio Niccolò aggiunge che “il vigneto presenta un’estensione di 5.000 metri quadri e all’interno vengono coltivati almeno 29 varietà diverse di vitigni alcune senza un nome preciso o esemplari unico e rari di varietà ormai estinte. Questo esempio di “antica integrazione di culture” e la grande varietà di vitigni possono essere spiegati dal fatto che un tempo gli emigranti locali facendo ritorno al paese di origine portavano con se i vitigni tipici dei luoghi dove erano andati a cercare miglior sorte e li piantavano. I vitigni presenti nel vigneto sono: Refosco di Faedis, Merlot, Verduzzo Giallo, Verduzzo Verde, Carmenere e Tocal come varietà di base e viti sparse di Refosco dal Peduncolo Rosso, Refoscone o Barzamino, Fránconia, Isabella Nera, Courbeaux Noir, Vinoso Nero, Cabernet Sauvignon, Nigrut, Picolit Nero, Spaccabotti, Ribolla Gialla, Aghedene, Siora, Picolit Bianco, cui si aggiungono alcuni vitigni anonimi che altrove sono scomparsi”.

    Con grande entusiasmo il figlio Niccolò aggiunge: “Produciamo undici qualità differenti di vini. Sei qualità di vino rosso: Refosco di Faedis Riserva, Refosco di Faedis, Cabernete Franc, Merlot, Lis Spilis, Rosato, e cinque di vino bianco: Friulano, Chardonnay, Verduzzo Friulano, Spumante Niccolo, Liende d’Aur (un accattivante vino dolce frutto di un blend tra il Picolit e il Verduzzo Giallo”.

    Un vigneto destinato ad essere un punto di riferimento anche nel progetto “Old Vine Conference”, un’organizzazione no profit fondata a Londra nel 2021 da Masters of Wines come Sarah Abbott e Alun Griffiths insieme a personalità di spicco del mondo vitivinicolo, con lo scopo di raggruppare in una rete globale tutti i produttori che lavorano sulle vecchie vigne, valorizzare questo patrimonio unico e creare una nuova categoria di vini, come ci raccontano Claudio e Niccolò.

    L’iscrizione alla Old Vine Conference è un modo efficace per salvaguardare il patrimonio globale delle vecchie viti e il suo inestimabile valore ecologico e culturale. In cambio, i membri sono in grado di presentare i loro vini e progetti al nostro pubblico influente e singolarmente coinvolto attraverso l’esposizione alle conferenze, l’inclusione nei media e nelle degustazioni ed eventi.

    Il piacevolissimo incontro con la Famiglia Zani culmina e si conclude nella degustazione che si apre con il “Refosco di Faedis Doc Friuli Colli Orientali Etichetta Bianca 2022”, prodotto con uve Refosco di Faedis in purezza. La raccolta viene effettuata a perfetta maturazione e rigorosamente a mano alla fine di settembre primi di ottobre nel rispetto della tradizione. La fermentazione avviene in contenitori di vetroresina a contatto con le bucce per un periodo che va dai 6 ai 8 giorni, con diversi rimontaggi per favorire il passaggio del colore e dei tannini al mosto in fermentazione. Il vino ottenuto viene lasciato riposare per 8 mesi in acciaio prima di essere imbottigliato e dopo 4 mesi è pronto per la commercializzazione. Nel calice un vivace colore rosso rubino di grande intensità con riflessi violacei. Al naso è intenso ed esprime un caratteristico profumo vinoso incentrato su note fruttate di sottobosco come mora selvatica e lampone con una nota speziata di pepe nero. Al palato il sorso è secco, schietto e caldo per la sua elevata componente alcolica, con una bella vena acida sostenuta da una grande parte sapida e leggermente tannico. Il finale è incentrato su una elegante e delicata nota amarognola di mandorla fresca. Un vino dal grande carattere con una bella struttura e una lunga persistenza con un grande potenziale di invecchiamento. Si esprime al meglio ad una temperatura di servizio attorno ai 18°-20° C e l’abbinamento ideale è con le carni alla griglia, arrosti e con la selvaggina come cinghiale e cervo. Con la consapevolezza e la passione di chi ama e valorizza il proprio territorio, si prosegue con il Refosco di Faedis Doc Friuli Colli Orientali Riserva 2019 prodotto anch’esso con uve Refosco di Faedis in purezza raccolte rigorosamente a mano alla fine di settembre primi di ottobre. La fermentazione avviene a contatto con le bucce per un periodo di 10-12 giorni in contenitori vetroresina con svariati rimontaggi. Il vino riposa per almeno 24 mesi in botte grande, una scelta enologica che nasce da un’idea di esaltare le peculiarità del vitigno di partenza senza disperdere il bagaglio olfattivo originale. A questo punto il vino viene imbottigliato nelle bottiglie e lasciato maturare per almeno altri 6 mesi, prima di essere commercializzato. Il calice si veste di un luminoso colore rosso rubino intenso e quasi impenetrabile con lievi riflessi violacei. Il bouquet olfattivo è intenso e complesso e si apre su eleganti sensazioni floreali di viola e rosa canina seguite da intense note fruttate di mora di rovo e piccoli frutti di bosco come ribes e lamponi con un lieve rimando balsamico. Un cenno speziato di pepe nero e tabacco impreziosisce il corredo aromatico. Al gusto il sorso si rivela secco, diretto con la sua componente alcolica che scalda il palato, con la splendida vena acida sostenuta da una grande parte sapida e il suo corredo tannico che non tradisce le aspettative ma che si integra bene alla struttura del vino. Un finale incentrato su note di frutti di bosco e un leggero cenno speziato con una lunghissima persistenza. Anche per la riserva si intravede il grande potenziale di invecchiamento.Servito ad una temperatura di servizio attorno ai 18°-20° C si abbina ai primi piatti elaborati con sughi di selvaggina, carni alla griglia, selvaggina e formaggi di media stagionatura.

    Grazie all’impegno di un gruppo di viticoltori locali come la Famiglia Zani, il Refosco di Faedis ha riconquistato quella importanza che per alcuni anni aveva perso. L’Azienda Agricola Zani Elvio di Zani Claudio insieme alle altre aziende dell’Associazione Volontaria tra i Viticoltori del Refosco di Faedis, è stata promotrice di un lungo percorso di qualificazione che ha permesso di studiare e rendere operativo un disciplinare unico per la produzione del vino Refosco di Faedis, in modo da tutelarne qualità e sapori. Tra l’altro si può notare che prima del 2011 l’etichetta della bottiglia non poteva riportare il nome Refosco di Faedis e non era ancora riconosciuto dalla DOC.

    Il vigneto Storico di Collevillano, grazie al prezioso e minuzioso lavoro della Famiglia Zani, è una preziosa testimonianza che ci aiuta a comprendere come si lavorava un tempo in vigna, ci fa capire la cultura e la storia agricola locale, e l’energia e la passione che richiedeva la nostra viticoltura del passato, una ricchezza unica e un patrimonio da conservare per la sua biodiversità.

    In chiusura un ringraziamento particolare alla Famiglia Zani che mi ha accolto e mi ha trasmesso la loro grande passione e il loro immenso rispetto per il territorio che tutelano e custodiscono da oltre 130 anni, e all’Associazione G.R.A.S.P.O., che svolge il grande e prezioso lavoro di sostenere e promuovere l’identità dei vitigni rari e antichi, della loro storia e dei diversi sistemi di coltivazione.

    Walter Gaetani

  • LIENDE D’AUR (Leggenda d’oro)di Vini Zani

    Oggi vi presento un vino dalla spiccata personalità: il Liende D’Aur di Vini Zani. Prodotto con uve Picolit e Verduzzo Giallo raccolte a mano e a perfetta maturazione nella seconda metà di settembre.

    Il mosto viene sottoposto a macerazione per circa 12 ore sulle bucce con fermentazione in contenitori di acciaio inox a temperatura controllata (max 20° C) per un periodo che varia in base alla gradazione alcolica voluta e al giusto tenore di zuccheri residui. Il vino ottenuto viene lasciato riposare per alcuni mesi.

    Nel calice un brillante colore giallo dorato di grande luminosità. Al naso il bouquet olfattivo è intenso ed elegante con un profumo vinoso in apertura e a seguire delicate sensazioni floreali di fiori di acacia, note fruttate di pera e mela, richiami di miele e frutta secca. Al palato il sorso è suadente, aromatico, seducente per la delicata morbidezza con un finale incentrato su una parte sapida e una lunghissima persistenza.

    Esprime il meglio di se servito ad una temperatura di servizio attorno ai 10°-12° ed è un sorprendente vino da meditazione e ottimo in abbinamento con formaggi erborinati e piccanti.

    Un vino dalla grande personalità espressione di un grande territorio.

    Un particolare ringraziamento all’Azienda Agricola Zani Elvio di Zani Claudio per la disponibilità e cortesia.

    Walter Gaetani

  • Castellare Petrignone Brut Metodo Scacchi 2021 di Sbaffi

    Francesco Scacchi nasce a Preci in provincia di Perugia il 7 Novembre del 1577 poi si trasferisce a Fabriano perchè il padre era medico di famiglia di Fabriano. Nel 1622 scrive il libro “De salubri potu dissertatio” («Del bere Sano») dove nel capitolo XXI, intitolato “Se il vino frizzante, comunemente detto piccante, sia utile alla salute” oltre a valutare i benefici e i danni per l’organismo derivanti dal consumo dei vini frizzanti altrimenti detti “mordaci”, descrive le modalità con cui questi vini venivano prodotti nelle Marche. Quindi si parlano di annotazioni relative a tecniche di spumantizzazione in uso nel fabrianese che anticiperebbero di 50 anni quanto attribuito all’abate francese Dom Perignon!
    Lo “Spumante Metodo Scacchi” prevede la produzione di spumante partendo da uve di vitigni coltivati nel territorio fabrianese seguendo le regole di vinificazione ed elaborazione con particolare riferimento al processo di presa di spuma attraverso l’uso del mosto.
    Si parte dalla scelta delle uve, la creazione del vino ed il congelamento del mosto.
    Il Castellare Petrignone Brut Metodo Scacchi 2021 di Sbaffi è prodotto da uve Petrignone, che presentano una corrispondenza genetica con la varietà Garofanata, antica varietà autoctona marchigiana.
    La scelta delle uve, la creazione del vino ed il congelamento del mosto.
    Nel calice un brillante colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Il perlage è finissimo e persistente ed esprime una certa eleganza. Il bouquet olfattivo è elegante con sensazioni floreali di biancospino ed acacia, nuances agrumate di pompelmo con richiami di pane tostato. Al palato il sorso è intenso e intrigante con una vibrante vena acida sostenuta da una grande parte sapida. Di buona struttura con un finale incentrato su richiami agrumati e un cenno di mandorla con puntuali slanci fresco-sapidi.
    La persistenza è molto lunga.
    Ringrazio l’Azienda Agricola Sbaffi di Fabriano e il Sig.Francesco Sbaffi che mi ha regalato una grande emozione! Un particolare ringraziamento a Francesco Galassi di AIS Marche.

    Walter Gaetani

  • Tenuta Villa Crespia: tutta la Franciacorta in un calice!

    Azienda Agricola Muratori è una realtà imprenditoriale fortemente radicata nel territorio della Franciacorta. “Villa Crespia”, la tenuta dove si trova l’azienda e dove nasce il vino, è una splendida location dove la bellezza della struttura si fonde con un territorio altamente vocato alla viticoltura.

    Vi presento la RISERVA DEL GELSO FRANCIACORTA
    DOSAGGIO ZERO 2017 TENUTA VILLA CRESPIA, dove il gelso secolare presente all’interno della struttura, ha ispirato il nome di questa Riserva. Il gelso esprime la forza e la maestosità, ma è anche simbolo di longevità.
    Prodotto con uve Pinot nero provenienti da vigneti coltivati a regime biologico di proprietà della Famiglia Muratori, affina in bottiglia sui lieviti per almeno 60 mesi.
    Nel calice si presenta di un brillante colore giallo paglierino dai riflessi dorati con un perlage finissimo e persistente.
    Al naso il bouquet olfattivo è intenso e complesso con sensazioni floreali di tiglio, note di frutta esotica matura come mango e ananas, sentori agrumati e cenni di spezie.
    Al palato il sorso è carezzevole e regala una piacevolissima sensazione di freschezza con una bella vena acida supportata da una grande parte sapida. Lunga la persistenza con una buona corrispondenza gusto-olfattiva.

    Servito ad una temperatura di 6-8°C in un calice Franciacorta, affusolato dalla forma a tulipano arrotondato che esalta il perlage e gli aromi di questi splendidi vini, si presta ad accompagnare tutto il pasto per la sua grande versatilità e si abbina particolarmente a piatti dotati di morbidezza e cremosità che richiedono la pulizia del palato e una buona componente acida. Indicato con secondi di pesce e carni bianche.

    Walter Gaetani

  • La Paláva: con Vinum Nobile un salto in Slovacchia!

    La cantina Vinum Nobile si trova nel pittoresco villaggio di Malé Ripňany, nel distretto di Topoľčany nella splendida regione vinicola di Nitra, considerata la più antica regione vinicola della Slovacchia, le cui origini risalgono al IX secolo.

    La regione di Nitra, importante in termini di produzione vinicola, ha un clima influenzato da inverno miti ed estati calde con un grande numero di giorni di sole, ed è formata da colline con suoli fertili e ben drenati.

    La Pálava, è un Vitigno ottenuto in Repubblica Ceca dall’Ing.Josef Veverka negli anni ’50 incrociando il Savagnin Blanc (Traminer) x Müller-Thurgau, ed inserito nel locale Registro delle Varietà di Vite nel 1977. La Pálava 2022 con denominazione di origine protetta DSC di Vinum Nobile – Vendemmia Tardiva si presenta nel calice di un luminoso colore giallo dorato. Al naso il bouquet olfattivo è intenso ed elegante e rivela sensazioni floreali di fiori di sambuco, note fruttate di melone, pesca e passion fruit con cenni speziati di noce moscata. Al palato il sorso è fresco e delicato con una bella vena acida e un finale incentrato su agrumi freschi e leggeri rimandi speziati. Un vino equilibrato ed armonico con una lunga persistenza, perfetto per chi cerca un vino dalla dolcezza delicata e dal gusto rinfrescante.

    Servito ad una temperatura di servizio consigliata di 10-12°C, è ideale come aperitivo ma si abbina molto bene anche alla cucina asiatica leggermente speziata, ai dessert di frutta fresca e ai formaggi erborinati come un gorgonzola o un Blue Stilton.Il mio personale abbinamento è con un Tortino di melanzane ripieno di tonno e alici.

    Walter Gaetani

  • Azienda vitivinicola Velenosi: oltre 40 anni all’insegna della tradizione e innovazione.

    Oggi vi propongo il Rosso Piceno Superiore DOC “Roggio del Filare” 2018, ottenuto con uve di Sangiovese 30% e Montepulciano 70% coltivate a 200 metri sul livello del mare, in terreni calcareo-argillosi, nei pressi di Ascoli Piceno e Offida. Il nome è stato preso dalla poesia “Arano” di Giovanni Pascoli e significa “fuoco rosso”. Il “roggio” si riferisce al colore rossastro o rosato delle foglie di vite che ancora rimangono sui pampini.
    Fermentazione in acciaio e macerazione per 28 giorni con affinamento in barrique francesi nuove per 18 mesi.

    Nel calice un luminoso rosso rubino molto intenso ed elegante con un riflesso granato.

    Al naso è intenso e complesso e si apre con intense sensazioni floreali di rosa rossa e viola, note di frutta scura matura come amarena, prugna e mora intervallate da sentori speziati di pepe nero e vaniglia, richiami di macchia mediterranea, cenni di cacao, tabacco dolce e presenza di erbe aromatiche. 

    Al palato il sorso è secco e morbido, sinuoso e avvolgente con una buona vena acida sostenuta da una parte sapida, un tannino vellutato e ben integrato nel corpo del vino. Grande corrispondenza gusto-olfattiva con una lunga persistenza e un finale incentrato su note tostate e speziate. 
    Un vino equilibrato, dalla trama possente e dal grande carattere, ideale per accompagnare momenti importanti. 

    Servito ad una temperatura di servizio attorno ai 16-18°C in ampi calici, è ideale in abbinamento con primi piatti strutturati, selvaggina, carne alla brace e formaggi stagionati.

    Walter Gaetani

  • Selezione Don Armando di Lidia&Amato: l’anima autentica delle colline Teramane!

    La Cantina Lidia &Amato si trova in Contrada San Biagio a Controguerra in provincia di Teramo.

    La conduzione è affidata ad un gruppo imprenditoriale con a capo la Famiglia Di Florio originaria di Tocco di Casauria (Pescara), con il socio Johnny Kyriazis, greco-canadese ed export manager dell’azienda Lidia & Amato, che si occupa di gestire e sviluppare le vendite sui mercati internazionali.

    La degustazione dei quattro vini della Nuova Selezione Don Armando, una intrigante linea dedicata al capofamiglia Armando Di Florio, è stata moderata da Luca Panunzio, consigliere dell’Associazione Italiana Sommelier, delegato AIS di Pescara e referente della Guida Vitae Ais.

    In apertura di degustazione viene proposto il Trebbiano d’Abruzzo Superiore DOC 2023, prodotto con uve Trebbiano d’Abruzzo in purezza. Nel calice un giallo paglierino intenso con riflessi dorati. Al naso il bouquet olfattivo presenta un ventaglio di sfumature di frutta gialla matura come pesca, albicocca e melone, cenni di erbe officinali e aromatiche con il rosmarino e alloro in evidenza. Al palato il sorso è secco, fresco con una bella vena acida sostenuta da una fine parte sapida. Il finale è incentrato su una nota ammandorlata e un cenno iodato di importante struttura e complessità con una discreta persistenza. Abbinamento ideale con del pesce al forno.

    Si prosegue con il Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2023 prodotto con uve Montepulciano d’Abruzzo in purezza. Nel calice un luminoso colore rosato ramato intenso. Al naso arrivano netti sentori fruttati di cerasa e piccoli frutti di bosco rossi. Al palato il sorso è fresco e sapido con un’elegante nota ammandorlata. Un vino equilibrato con una lunga persistenza e una sapidità che allunga il sorso. Si abbina armonicamente con primi piatti a base di verdure, con la pizza e con i brodetti di pesce.

    La sequenza dei rossi prevede il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG 2020 prodotto con uve Montepulciano in purezza, con affinamento per un minimo di 18 mesi in tonneaux di rovere di Slavonia.

    Nel calice un rosso rubino carico di buona consistenza. Al naso il bouquet olfattivo è intenso e complesso con sensazioni floreali di viola, note fruttate di more, prugne e ciliegia sotto spirito, pout pourri di fiori rossi, cenni di radice di liquirizia, rimandi speziati di pepe e noce moscata e un ricordo di foglie di tabacco dolce. Al palato il sorso è secco, pieno con una bella vena acida sostenuta da una traccia sapida, una splendida morbidezza e un tannino presente e ben integrato nella struttura del vino.

    In chiusura il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG Riserva 2018, prodotto con uve Montepulciano in purezza con affinamento per un periodo minimo di 24 mesi in barrique di rovere francese di primo passaggio.

    Nel calice un rosso carminio luminoso e intenso. Al naso è elegante e intenso con note di amarena in confettura e sentori speziati di radice di liquirizia e vaniglia. Al palato il sorso è pieno, corposo e vellutato con una buona morbidezza e un tannino presente e ben integrato nel corpo del vino. Il finale è incentrato su intense note di liquirizia e note tostate di caffè e cacao con una persistenza lunghissima. Fine ed elegante è un vino dal grande carattere, ideale da degustare in occasioni speciali.

    Il mio personale ringraziamento al proprietario Nico Di Florio e a Sara Lattanzi, Brand Manager, che fanno dell’accoglienza e della disponibilità un punto di forza.

    Walter Gaetani